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Per me è SI!...forse...

01 Febbraio 2017

Ti è mai capitato di leggere un annuncio di lavoro e pensare: “ma il candidato che cercano sono proprio io!

Ti è mai capitato di mandare il curriculum ad un’azienda, essere chiamato per un colloquio e pensare: “ce la posso fare, ho tutte le carte in regola e quello che cercano è ciò che so fare meglio!

Ti è mai capitato di sostenere un colloquio di lavoro e al termine pensare: “ho centrato tutte le risposte che mi sono state poste, sono stato onesto e questo sembra proprio essere il lavoro adatto a me. Anche il selezionatore sembrava soddisfatto… è fatta!

Ti è mai capitato di attendere il feed back del selezionatore e pensare: “è passato quasi un mese da quando ho fatto il colloquio, perché non mi richiama!"

 

Se la risposta è affermativa, continua a leggere perchè questo articolo fa proprio al caso tuo.

 

Per prima cosa è necessario che ognuno di noi faccia un esame di coscienza e che diventi consapevole, se già non lo è, di non essere perfetto. Ci possono essere giorni in cui si vede il bicchiere mezzo pieno e giorni in cui lo si vede mezzo vuoto, ma non per questo dobbiamo precluderci nuove opportunità o dare per scontato di essere vincenti su tutto.

Allo stesso modo, è un discorso che può e deve essere fatto anche al recruiter stesso, perché giudicare un candidato lasciandosi prendere dall'umore di quella giornata o, più semplicemente, essere condizionato dalle prime impressioni, è ciò che di meno professionale può esserci in questo lavoro.

 

Nessuno può essere in grado di comprendere da subito se un colloquio svolto sia stato positivo o negativo, eccetto rarissimi casi. Come è stato detto all'inizio, per il candidato può essere stato un successo tanto quanto per il selezionatore un vero disastro. O viceversa.

Per evitare però di incorrere in errori che possono fare perdere le opportunità, bisognerebbe tener presente alcune accortezze che dovrebbero anzi, che devono essere rispettate:

 

1. SIATE PUNTUALI: non fa piacere a nessun selezionatore e a nessuna azienda dovere attendere un candidato; allo stesso modo, non è neppure piacevole avere a che fare con una persona che arriva mezz’ora prima dell’appuntamento prefissato e che magari resta seduto in azienda ad attendere l’orario. Quindi, organizzatevi per tempo: se non conoscete l’indirizzo, calcolate la distanza ed ogni possibile contrattempo che potrebbe accadere; se arrivate troppo in anticipo, fatevi un giro o andate a prendervi un caffè e presentatevi 5/10 minuti prima del colloquio. Se al contrario vi accorgete di essere in ritardo, fate un colpo di telefono all’azienda e informateli precisando l'orario del vostro arrivo.

 

2. SIATE IN ORDINE: credetemi, se è necessario sottolineare questa accortezza è perché purtroppo alcune persone non comprendono l’importanza di presentarsi al meglio anche sotto il punto di vista dell’estetica (dopotutto anche l’occhio vuole la sua parte). Essere sé stessi è giusto, ma esserlo troppo non viene sempre visto di buon’occhio: se avete piercing o tatuaggi, attenti a mostrarli in modo troppo ostentato; se fumate, attenti a non farlo poco prima di entrare a colloquio perché non piace a nessuno l’odore acre del fumo chiuso in una stanza; se avete uno stile particolare, cercate di comprendere prima il tipo di ambiente in cui verrà organizzato il colloquio e di conseguenza analizzare se il vostro essere è in linea.

 

3. SIATE CONVINTI DELLE VOSTRE CAPACITA’: caratterialmente, ricordate di essere sempre voi stessi e di mostrarvi sicuri e proattivi; l’essere titubanti non viene mai visto con occhi positivi. Nel corso del colloquio dimostrate di credere in voi stessi e sostenete sempre le vostre opinioni, indipendentemente dal pensiero del selezionatore. Al contrario però, non dovete mai incorrere in arroganza o scortesia e soprattutto, non cercate mai di prevaricare su coloro che vi trovate davanti. Umiltà prima di tutto.

 

4. SIATE DISPONIBILI: potete anche avere un’esperienza di trent’anni alle spalle ma, come dice il detto,non si finisce mai di imparare; è proprio questo che dovete far trapelare in fase di colloquio: mostrarvi desiderosi di continuare ad accrescere le vostre competenze. Insieme alla vostra disponibilità, sottolineiamo anche la flessibilità dal primo momento: non rendete impossibile al selezionatore fissare un colloquio, cercate di andargli incontro e trovare delle soluzioni comuni, altrimenti si rischia di essere etichettati in maniera negativa e di certo non è un buon "biglietto da visita".

 

5. SIATE CONVINCENTI NELLE MOTIVAZIONI: non basta volere accrescere il proprio livello di inquadramento o il proprio stipendio, per quanto sia lecito. È necessario aprirsi in questa fase che, solitamente, è quella che porta il colloquio verso la conclusione; strutturate il vostro discorso in maniera onesta e professionale anche perché il selezionatore è consapevole per primo dei bisogni soliti che spingono un dipendente a cercare un’altra azienda e non ha bisogno di sentire anche da voi le classiche frasi fatte. Distinguetevi sempre.

 

Per concludere, dobbiamo metterci nell'ottica che raramente ci vengono spiegate con la massima precisione, andando ad analizzare i fattori negativi, le motivazioni che hanno portato l'azienda alla scelta di altri candidati. Quindi tieni bene a mente i miei consigli e potrai sicuramente partire con il piede giusto, presentandoti al meglio prima, durante e dopo il colloquio!! E vedrai che i successi non tarderanno ad arrivare!

Non permettere a niente e a nessuno di impedirti di cogliere le opportunità della vita. Proprio per questo, ti consiglio di leggere l’articolo Il tuo peggior insuccesso e di farne tesoro.

 


Autore: Francesca Acetti

Segue la ricerca e selezione di profili in ambito Retail, progetti di Mystery Shopping, attualmente è Junior Consultant in MM GROUP.

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