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Non rovinare tutto ancor prima di iniziare!

23 Marzo 2017

La scorsa settimana abbiamo affrontato un tema piuttosto delicato, ossia come gestire la ricerca di un lavoro e come affrontare un colloquio di selezione, ponendo particolare attenzione sulle domande che dovremmo impegnarci a fare all’HR.

Se non siete rimasti aggiornati, vi consiglio di dare un’occhiata all’articolo “Preparati PRIMA per non pentirti DOPO”.

 

Il tema che affronteremo oggi continua ad avere a che fare con il colloquio di selezione, in particolare relativamente alle domande che NON devono essere poste nel corso di questa importante e significativa fase.

Vediamo però più nel dettaglio le domande da evitare (attenzione, le seguenti domande ci sono state realmente poste nel corso delle nostre job interview):

  • Quale sarà il mio stipendio? “Io attualmente percepisco questa retribuzione, ma se cambio azienda voglio da subito essere inserito ad un livello maggiore e con una retribuzione più alta”.  Dunque, ci siamo passati tutti almeno una volta nella vita: se si cambia lavoro, di certo non si accettano demansioni o stipendi notevolmente più bassi. Quindi, lo sappiamo benissimo anche noi. Ma se il candidato si presenta a colloquio con questa arroganza e con questa sfacciataggine, il selezionatore capisce subito che non ha reali motivazioni per entrare in una determinata azienda, se non solo meri bisogni economici. Noi stiamo molto attenti su questo, anche nell’iniziale contatto telefonico mettiamo bene in chiaro il tutto perché non vogliamo far perdere tempo a nessuno e non vogliamo perderlo neppure noi, eppure candidati di questo tipo ne abbiamo incontrati diversi. E poi va bene tutto, però “io voglio” non si può sentire! Non bisogna MAI entrare in una nuova realtà con il piede di piombo, va bene essere sicuri di sé, ma almeno un iniziale grado di umiltà manteniamolo.

 

  • Quanti giorni di ferie potrò prendere durante l’anno? Sul serio?! Ancora non siete entrati a fare parte dell’azienda e già siete stanchi dopo solo un’ora di colloquio? Cerchiamo di non esagerare con le richieste che rivolgiamo al selezionatore; il “preparati PRIMA per non pentirti DOPO” è valido anche in questo discorso.

 

  • Sono richiesti molti straordinari? Oppure Sono obbligatori gli straordinari? Beh, credo che nessuno sia esaltato all’idea di fare straordinari ogni giorno, però se il nuovo ambiente di lavoro è stimolante e una determinata mansione richiede un’attenzione maggiore, questo lo dovreste comprendere da soli e soprattutto, una volta entrati nell’azienda. Non c’è alcun bisogno di fare il passo più lungo della gamba.

 

  • Mi sarà concessa la macchina aziendale? Questa potrebbe essere una domanda lecita se, e solo se, posta con l’adeguato tatto; se la mansione prevede trasferte o comunque molte ore di viaggio (ad esempio un ruolo di Area Manager), il candidato ha il diritto di chiedere maggiori informazioni, ma sempre con la dovuta educazione. Se però il ruolo per cui vi candidate è impiegatizio e non prevede spostamenti eccessivi, evitate di porre la seguente domanda.

 

  • Mi manderete avanti nel processo di selezione? Questa, tra tutte, è la peggiore in assoluto. Possiamo capire la curiosità o la voglia di entrare in una determinata realtà, ma lasciate almeno il tempo di riflettere se il vostro profilo è idoneo o no alla posizione. Oltre a mettere a disagio il selezionatore, rischiate di apparire troppo “aggressivi” e questo atteggiamento potrebbe non essere visto troppo bene, sempre nella visione futura di un vostro possibile inserimento. Inoltre, potreste mostrare una eccessiva insicurezza per il vostro operato che vi porta a chiedere certezze all’esaminatore.

 

In conclusione, un piccolo consiglio su come comportarvi quando ricevete il feed back di un colloquio che avete sostenuto: se è positivo e quindi siamo tutti contenti, c’è il rischio di cadere in ossequi e eccessiva gratitudine (basta un grazie!) che potrebbe anche infastidire; se invece dovesse essere negativo, per quanto possa essere fastidioso e pertanto non essere d’accordo, cercate di mantenere sempre un comportamento professionale e lasciate il fastidio “per dopo”, chiedendo invece spiegazione sul motivo per cui l’iter di selezione è stato bloccato.

Ricordate però che la rabbia per questo fallimento non vi darà alcun diritto di offendere il selezionatore, dandogli dell’ignorante o dell’incompetente perchè:

- Gli dareste motivo di credere che la scelta che ha fatto sia quella più corretta in assoluto (se vi basta così poco per passare agli insulti, chissà come sarebbe il vostro comportamento con il team e/o i colleghi nei momenti di difficoltà)

- Se il selezionatore appartiene ad una Società di Selezione, vi precludereste totalmente la possibilità di essere ricontattati per una posizione analoga, interna ad un’altra azienda; non essere considerati idonei per una ricerca in particolare, non vuol dire che il recruiter vi considera inappropriato per qualsiasi altra opportunità lavorativa.      Tenetelo sempre ben in mente!!!

 

Cercare lavoro non è una passeggiata, ma quando riusciamo finalmente a raggiungere un miglioramento nella nostra carriera professionale, perché gettarlo al vento?

Mai arrendersi di fronte alle difficoltà, ma soprattutto, mai portare la nostra negatività nell’ambiente di lavoro, altrimenti le conseguenze non saranno certo piacevoli. A tal proposito, vi consiglio di investire altri 5 minuti del vostro tempo per leggere “sei anche TU un DISSENNATORE?”.

 

Autore: Francesca Acetti

Segue la Ricerca e Selezione di profili in ambito Retail e progetti di Mystery Shopping, attualmente è Junior Consultant in MM GROUP.

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