NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

L'esemplarità del Manager - Parte 3 di 3

20 Aprile 2017

Eccoci arrivati alla fine!

Come promesso, oggi terminiamo il discorso relativo al comportamento che un vero Manager dovrebbe tenere sempre, in qualsiasi situazione e in qualsiasi ambiente si trovi.

Ti consiglio di riguardare “L’esemplarità del Manager – Parte 1 di 3” e “L’esemplarità del Manager – Parte 2 di 3” per rinfrescarti la memoria prima di immergerti nell'ultima parte dell’articolo… pezzo che spero ti abbia dato spunti interessanti su cui fare un esame di coscienza!

 

Quest’oggi cerchiamo di analizzare con maggior precisione l’importanza della comunicazione che deve essere sempre presente e chiara tra il Manager e i suoi dipendenti.

 

1. COERENZA: è indispensabile che la parola del Manager sia chiara, credibile e soprattutto coerente con il proprio atteggiamento ed operato. Capita spesso di sentire Responsabili Commerciali, Direttori di Produzione o Stabilimento, Store Manager che imperterriti continuano a contraddire il loro pensiero e il loro essere, in base alla personalità che si trovano davanti. Se il Manager è titubante nelle sue idee o nel suo “credo”, non potrà mai apparire sicuro davanti al suo team nè potrà mai essere considerato come un Leader. La coerenza non implica necessariamente che il discorso, o il pensiero, non possa evolvere nel tempo; siamo in un’epoca in cui le strategie commerciali cambiano dall’oggi al domani e un Manager che si rispetti, non può permettersi di restare indietro: l’importante è una costante condivisione con la propria squadra, accettare i malumori che potrebbero derivare da cambiamenti improvvisi e saper dare spiegazioni e motivazioni sensate, oltre che leali, a chiunque lo chieda. Ricordiamoci sempre che la squadra viene prima di tutto.

 

2. RISPETTARE LA PAROLA DATA: la parola del vero Manager deve essere sacra per la squadra; quanto da lui pronunciato diventa tale nel momento in cui il team capisce che il proprio Manager chiede il raggiungimento di obiettivi concreti, comparati alle reali possibilità della squadra. Insomma, come si suol dire, non devono essere discorsi “campati in aria”. D’altra parte, il Manager non deve solo impegnarsi a comandare, ma deve essere in grado di mettersi in prima linea per aiutare il team nel raggiungimento dell’obiettivo comune.

 

3. ACCETTAZIONE DEL FALLIMENTO: il Manager, ribadiamo, deve essere sempre colui che dà l’esempio; questo non implica però che la squadra lo debba vedere sempre e solo come un uomo di successo, per il semplice motivo che il Manager può dare un insegnamento concreto anche nel momento in cui fallisce. La capacità di non perdersi d’animo, di non incolpare terzi per un suo insuccesso o di non trovare scuse per qualcosa che non ha raggiunto, è visto di buon occhio dal team; è in questo momento che il Manager potrebbe invertire i ruoli e mettersi nell’ottica di discutere con la squadra dei motivi per cui, secondo loro, l’obiettivo non è stato centrato: potrebbe scoprire delle visioni interessanti e trarne lui per primo, preziosi insegnamenti. Non voglio esagerare, ma un Manager potrebbe trasmettere molto di più attraverso un fallimento di quanto potrebbe riuscire per mezzo della “gloria”. Troppo facile altrimenti, no?

 

Il Manager quindi deve tenere bene a mente l’importanza della comunicazione e di un confronto diretto con la squadra; inoltre, l’esemplarità la dimostra soprattutto nel momento in cui ascolta il proprio team perché il Manager ombroso e sempre sulle sue, per quanto possa essere un grande lavoratore e un leader a tutti gli effetti, nel tempo potrebbe perdere il suo prestigio a favore di altre persone che invece dimostrano quotidianamente di sapersi mettere nei panni del loro team, senza giudicare e/o criticare.

Adesso passo la palla a te... Cosa ne pensi?

Quali sono, secondo te, gli elementi che rendono esemplare un Manager?

 

Autore: Matteo Pontiggia

Pluriennale esperienza con ruoli di responsabilità in multinazionali del Retail, tra cui Decathlon, Ikea e Apple. Attualmente si occupa della progettazione e dell’organizzazione di Assessment Center e percorsi formativi per figure di Sales e di Management che operano nel Commercio.

Lascia il tuo commento

Registrati per commentare gli articoli più velocemente

Top