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Taccheggio e furto: come comportarsi

11 Novembre 2016

Affrontiamo con questo argomento una delle problematiche più fastidiose che un titolare o uno store manager possa incontrare durante il suo lavoro quotidiano.

I furti o taccheggi, specialmente nei punti vendita di grandi dimensioni sono ormai una piaga difficilmente debellabile.

L’ultimo report globale al riguardo (dati 2014 ), stima una cifra astronomica: pare sia qualcosa come 180 miliardi di dollari, pari all’1,81% delle vendite al dettaglio, il costo delle differenze inventariali mondiali.

In Italia la situazione non è certo migliore, addirittura dal 2014 al 2015 si calcola un incremento del 16%.

Confcommercio traccia l’identikit del taccheggiatore e scopriamo che per il 40% è di nazionalità italiana, il 32% è comunitario e il 28% è extracomunitario, più spesso donna che uomo e di età compresa tra i 35 ed i 64 anni.

Ma come prevenire o per lo meno ridurre questo malcostume così diffuso?

Da anni sia la GDS che la GDO combattono il taccheggio con mezzi a noi noti quali videosorveglianza, dispositivi meccanici ed elettronici e contratti con agenzie esterne di vigilanza.

Queste contromisure sono senz’altro importanti, ma io ritengo si debba aggiungere un altro elemento fondamentale: la formazione del personale di negozio.

Una volta preparata e istruita a dovere, sarà la nostra squadra per prima a riconoscere e allontanare quei soggetti abitudinari o saltuari che siano, intervenendo nel rispetto della legge. Ricordiamo che il gestore o il personale dell’azienda possono sì fermare l’autore di un taccheggio in attesa dell’arrivo delle forze di polizia ma mai possono procedere a qualsiasi forma di perquisizione. Quindi quando il fatto fosse già avvenuto tratteniamo con pretesti la persona e portiamola in un punto di ottimale videosorveglianza, mostrandoci sicuri e lucidi sull’evento e soprattutto mai intervenendo in modo concitato.

La strategia migliore è comunque la prevenzione: facendo immediatamente e palesemente capire ai malintenzionati che lo staff è attento, li si invita implicitamente a non tornare più, ancora prima che il taccheggio venga attuato.

Altro elemento utile tenere l’esposizione dei prodotti a scaffale in perfetto ordine, in questo modo ci si renderà conto prima di eventuali prodotti mancanti o spostati.

Anche la facile fruibilità dei corridoi e il rispetto degli spazi aperti permette di ridurre quegli angoli ciechi e poco sorvegliati dove il taccheggiatore è solito operare.

Istruire gli addetti vendita a presenziare i reparti nei momenti di alta affluenza di pubblico e avvicinarsi, facendosi notare, a tutti quei soggetti che destano, con il loro atteggiamento, dei sospetti.

Anche la barriera casse deve fare la sua parte, controllando attentamente le confezioni apribili per evitare lo scambio di prodotti, altra pratica di taccheggio diffusa.

Il responsabile del punto vendita deve a sua volta controllare periodicamente che tutti gli strumenti dissuasori di cui è dotato funzionino perfettamente. Non è raro purtroppo trovare antenne antitaccheggio fuori uso o malfunzionanti, sistemi di videosorveglianza obsoleti o non più adatti al lay-out del negozio, uscite di sicurezza non allarmate o presidiate.

Queste cattive abitudini insieme ad una bassa attenzione a tutto ciò che rappresenta il patrimonio aziendale inducono i taccheggiatori professionisti a prendere di mira alcuni specifici punti vendita piuttosto di altri, aumentando a livelli inaccettabili le differenze inventariali a scapito del conto economico e di tutto quello che ne consegue, compresa quella parte di variabile del contratto dello store manager.

Affrontiamo quindi con la giusta attenzione questo problema, con la consapevolezza che sarà comunque impossibile eliminarlo.

Ti interessa saperne di più? Questo è uno dei tanti argomenti affrontati nel Master Store Manager Retail.

 

Autore: Wiliam Cariani

È un imprenditore di successo. Nel 2007 è co-fondatore della catena di negozi Bimbostore S.p.A. Dopo avere seguito lo start-up e la gestione dei primi Negozi sul territorio nazionale, assume il ruolo di Direttore HR, coordinando l’area amministrativa, formazione e sviluppo, rapporti con i sindacati. Dal 2015 partecipa attivamente ad incontri legati a tematiche di sviluppo d’impresa nella provincia di Varese.

 

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